Alessandria, 08 Maggio 2017

Voi state ricordando il futuro” con queste parole, cariche di significato simbolico, il sociologo Aldo Bonomi ha voluto “battezzare” la sperimentazione di welfare aziendale presentata dal Gruppo AMAG lunedì 8 maggio alla Sala Bobbio della Biblioteca di Alessandria, in una tavola rotonda con il Sindaco della città e il responsabile organizzativo della CGIL, Franco Armosino e coordinata dal giornalista di “Italia Oggi”, Filippo Di Nardo.

Le parole di Bonomi, Presidente dell’importante istituto di ricerca AASTER, sono state così motivate “Le multiutility nascono in passato come mutualismo locale. E oggi, chiusa la fase di disintermediazione degli anni scorsi in cui parlare di negoziazione sembrava un concetto inutile e superato, le aziende multiservizi come AMAG tornano ad essere un’autonomia funzionale del territorio, in quanto soggetti che tengono insieme diverse esigenze in termini di servizi pubblici in un’area vasta, confrontandosi con il mercato ma curando attentamente la rete di relazioni industriali e il dialogo sindacale”.

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E proprio sulla rete di relazioni si fonda la sperimentazione sul welfare aziendale di AMAG, così presentata dall’Amministratore Delegato di AMAG, Mauro Bressan: “Oggi siamo in grado di presentare l’ultimo innovativo tassello di un progetto industriale e di riorganizzazione interna in grado di esprimere al massimo le professionalità presenti in azienda, proprio in virtù degli accordi rinnovati con i sindacati in questi anni. E nel compiere questo percorso abbiamo sempre tenuto a mente due fattori fondamentali: il servizio alla città e il patrimonio di competenze interno al Gruppo”.

La responsabile del personale di AMAG, Simonetta Zaccara, ha specificato come la sperimentazione sul welfare aziendale sia partita da tre società del Gruppo (AMAG Reti Gas, AMAG Reti Idriche e Alegas) in vista di estendersi alle società del Gruppo. Il piano (avviato all’inizio di Aprile) consiste nel miglioramento delle procedure esistenti e nell’istituzione di nuove, quali la revisione del reclutamento di personale, un nuovo sistema di valutazione e assessment del personale, l’introduzione dei controlli di secondo livello pervisti dalla L. 190/12 per identificare eventuali illeciti, la revisione della politica del premio di risultato e l’Istituzione della politica di gestione per obiettivi per il personale.
Le aree interessate sono molteplici per rispettare le diverse esigenze: la famiglia, i mutui, la previdenza, la cassa sanitaria, il tempo libero, i fringe benefit. E in una seconda fase si prevedono servizi di work life balance (ad esempio per beneficiare di un tuttofare per piccole commissioni mentre si è al lavoro, del servizio di lavanderia settimanale, ecc.) che possono facilitare l’equilibrio casa-lavoro.

Il Presidente di AMAG, Stefano De Capitani, ha poi sottolineato come il “modello” di welfare aziendale AMAG potrà essere di supporto ad altre aziende del territorio e, in particolare, alle PMI che faticano a implementare procedure di questo tipo: “in questo modo si realizza davvero l’economia circolare sul territorio”.

Il Sindaco di Alessandria ha, invece, ricordato come il concetto adottato dalla multiutility di “Responsabilità Sociale in Azione” si sia concretizzato già negli anni scorsi partendo innanzitutto dalla salvaguardia dei posti di lavoro e dal recupero di professionalità importanti come quelle degli ex dipendenti del Teatro Comunale, oggi in AMAG. E come questo diventi possibile proprio tenendo insieme un indirizzo e un controllo pubblico e una politica industriale capace di attrarre capitali privati che superino il problema delle risorse limitate. Il Sindaco ha poi ringraziato i lavoratori delle società del gruppo e le rappresentanze sindacali che hanno colto e supportato lo sforzo del management.

Parole confermate dal segretario organizzativo della CGIL alessandrina, Franco Armosino: “AMAG ha fatto passi avanti importanti con una progettualità precisa e un dialogo costante con i sindacati. Qualche anno fa temevamo che il Gruppo diventasse un semplice ammortizzatore sociale, invece il caso dei dipendenti del teatro dimostra il contrario perché quelle professionalità sono tornate utili ad AMAG. E ora, con il welfare aziendale, si guadagna in qualità. Una qualità che passa non solo dai benefit nei settori tradizionali (sanità, asili, ecc.) ma anche, giustamente, da quelli legati al tempo libero e al benessere individuale”.

Particolarmente innovativa, per il moderatore Di Nardo, la scelta di AMAG di non utilizzare il rimborso fiscale previsto dalla legge ma di reinvestirlo nell’azienda per questo tipo di servizio: “Dal mio osservatorio è una delle primissime esperienze in tal senso”.