COMUNICATO STAMPA
Alessandria, 29 settembre 2026
- Sei linee d’azione per rafforzare la resilienza del servizio idrico: gestione industriale, digitalizzazione, aggregazioni, integrazione del ciclo dell’acqua, cultura della risorsa e ruolo dei gestori come “sentinelle territoriali”
- Tra le proposte alle istituzioni e ad ARERA: più investimenti, regole uniformi, incentivi all’innovazione, semplificazione autorizzativa e strumenti per superare la frammentazione gestionale
Roma, 28 settembre 2026 – La Water Resilience Strategy europea traccia il percorso per affrontare la gestione della risorsa idrica alla luce di un clima sempre più estremo. Da questo punto di partenza Utilitalia, la Federazione delle imprese idriche, ambientali ed energetiche, ha individuato sei linee d’azione e un pacchetto di proposte rivolte alle istituzioni e al regolatore per rendere il servizio idrico sempre più efficiente e capace di reggere l’urto dei cambiamenti climatici. Questo è l’obiettivo del “Patto per la Resilienza idrica”, attraverso il quale le imprese associate a Utilitalia rilanciano il proprio impegno per passare dalla gestione dell’emergenza a un orientamento sempre più basato sulla prevenzione. Oggi, in occasione dell’evento di apertura del Festival dell’Acqua organizzato dalla Federazione, SOGERI, società di Gruppo AMAG, ha siglato il Patto.
“Per il Gruppo AMAG questo Patto rappresenta un impegno strategico che tiene insieme tutela della risorsa, capacità industriale e responsabilità verso il territorio – afferma Stefano Franciolini, Presidente e Amministratore Delegato del Gruppo AMAG, tra i firmatari del Patto – Il percorso avviato con SOGERI e verso una gestione sempre più integrata del servizio idrico crea le condizioni per programmare con maggiore solidità gli investimenti e accelerare sull’innovazione. La resilienza idrica non si costruisce soltanto rispondendo alle emergenze: richiede scelte di lungo periodo, collaborazione tra soggetti pubblici e capacità di fare sistema”.
“L’adesione al Patto per la Resilienza idrica è pienamente coerente con il percorso che SOGERI sta portando avanti sul territorio – dichiara Mauro Bressan, Presidente e Amministratore Delegato di SOGERI – La crisi climatica ci impone di rafforzare la capacità di prevenire sulle criticità. SOGERI è già impegnata nella digitalizzazione della rete tramite la sostituzione dei vecchi contatori con gli smart meter presso le utenze, la distrettualizzazione, il telecontrollo e la ricerca attiva delle perdite. Abbiamo inoltre un tavolo di dialogo permanente con i Sindaci. Strumenti che ci permettono di conoscere sempre meglio come si muove e viene utilizzata l’acqua, individuare più rapidamente dispersioni e anomalie e intervenire in modo mirato”.
“Garantire la resilienza della risorsa idrica – spiega il presidente di Utilitalia, Luca Dal Fabbro – significa tutelare un bene essenziale per la qualità della vita dei cittadini, per la tenuta del nostro sistema economico e per la sicurezza energetica del Paese. È una sfida che riguarda non solo il settore idrico, ma l’interesse nazionale nel suo complesso. Per questo le imprese del servizio idrico integrato intendono accelerare ulteriormente sul fronte dell’efficienza e degli investimenti, per rendere il sistema sempre più resiliente agli effetti dei cambiamenti climatici. Un impegno che deve essere accompagnato da politiche e strumenti adeguati, in grado di sostenere un percorso virtuoso e omogeneo in tutti i territori, soprattutto in quelli che presentano le maggiori fragilità”.
Il “Patto per la Resilienza idrica” si articola in sei linee d’azione strategiche, studiate per rispondere alle sfide del cambiamento climatico e modernizzare la gestione del servizio idrico nazionale.
1. Governare la resilienza idrica attraverso una solida gestione industriale nella piena applicazione della regolazione di settore sull’intero territorio nazionale. L’obiettivo è consolidare modelli gestionali stabili e di lungo periodo, garantendo la piena applicazione della regolazione su tutto il territorio nazionale. Ciò richiede un rafforzato sostegno istituzionale ai gestori — adeguando le concessioni ai reali fabbisogni di investimento — e la garanzia di criteri di valutazione uniformi, con l’intervento diretto di ARERA, l’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente, laddove la disciplina regolatoria non sia ancora pienamente applicata.
2. Sviluppare un sistema idrico water-smart. Per ridurre gli sprechi e incrementare l’efficienza, occorre puntare con decisione su competenze, capacità operative, innovazione e digitalizzazione. Il Patto propone l’introduzione di meccanismi regolatori premianti per gli operatori più virtuosi, favorendo la diffusione delle best practice, oltre alla standardizzazione e all’interoperabilità dei dati.
3. Favorire aggregazioni e cooperazione. Il superamento della frammentazione gestionale è un passaggio chiave per rafforzare la solidità economica del settore e la sua capacità di investimento. Si mira a promuovere la nascita di reti d’impresa, un dialogo continuo con l’Autorità di regolazione per indirizzare le risorse e l’adozione di strumenti già consolidati a livello europeo, agevolando al contempo l’accesso al credito e la condivisione delle strategie di innovazione.
4. Integrare infrastrutture, risorsa ed ecosistemi nel ciclo dell’acqua. La tutela del ciclo idrico richiede un approccio sistemico e inclusivo. In quest’ottica, si prevede il confronto con gli stakeholder sulla responsabilità estesa del produttore — utile anche a finanziare il contrasto ai contaminanti emergenti — e la valorizzazione di soluzioni basate sulla natura, il riuso, la protezione delle falde e l’accumulo, per garantire la resilienza dei territori e il ripristino degli ecosistemi.
5. Promuovere una cultura dell’acqua. La diffusione della consapevolezza sul valore strategico della risorsa idrica passa attraverso un’azione educativa capillare. Il piano punta a coordinare campagne di sensibilizzazione multilivello e ad avviare una collaborazione strutturata con il mondo scolastico.
6. Sostenere il ruolo dei gestori come “sentinelle territoriali”. Gli operatori idrici devono essere riconosciuti come attori centrali nell’affrontare sui singoli territori gli impatti del cambiamento climatico. Per farlo, il Patto individua due leve fondamentali: la semplificazione dei procedimenti autorizzativi e un adeguato riconoscimento tariffario per gli investimenti innovativi orientati alla prevenzione e alla resilienza dei territori.
