Certificazione di Qualità

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Certificazione di Qualità

Il Management si prefigge di attuare, definire e documentare la Politica Aziendale per la Qualità e l’Ambiente e di fare in modo che obiettivi ed impegni dell’azienda siano raggiunti e mantenuti attraverso il miglioramento continuo. Gli impegni sono quotidianamente tradotti in modalità di lavoro pianificate e controllate a mezzo di un Sistema Gestione Integrato Qualità Ambiente in accordo alle norme UNI EN ISO 9001:2008 e UNI EN ISO 14001:2004.

Tale Sistema fornisce e definisce quindi:
  • gli strumenti che consentono di svolgere in modo preordinato e controllabile, le attività interessate, sulla base di evidenza oggettiva e con adeguata informativa di ritorno.
  • le funzioni, le strategie, le responsabilità e le autorità del personale e i criteri di attribuzione delle stesse, con i relativi piani di formazione e di addestramento. Pertanto il Management mantiene, come intendimento della propria Politica Aziendale per la Qualità e l’Ambiente, l’adozione di tutte le misure necessarie ad assicurare un operato efficiente, affidabile e rispondente alle esigenze dei vari Clienti in termini di Qualità/Ambiente e di Sicurezza sui luoghi di lavoro:
  • garantendo che le attività siano condotte nel rispetto delle prescrizioni legali, delle normative e delle disposizioni cogenti
  • definendo gli obiettivi comuni e coinvolgendo tutte le persone che lavorano per l’azienda o per conto di essa, al raggiungimento degli stessi
  • dirigendo attraverso l’esempio e favorendo una comunicazione aperta e trasparente
  • interpretando le condizioni esterne, avendo capacità di risposta ai cambiamenti
  • individuando i misuratori e gli indicatori definiti per il miglioramento continuo
  • interfacciandosi costantemente con i Responsabili e i Coordinatori allo scopo di definire gli interventi strategici che riguardino la gestione dell’azienda e il perseguimento degli obiettivi prefissati
  • accertando la definizione delle caratteristiche del prodotto/servizio per il raggiungimento dei livelli qualitativi richiesti dalla Clientela e dai dispositivi cogenti
  • identificando, in collaborazione con Responsabili e Coordinatori, le risorse umane, tecnologiche, strumentali, informatiche e strutturali, necessarie per il conseguimento degli obiettivi Qualità/Ambiente
  • definendo responsabilità ed autorità di tutto il personale che gestisce, esegue e verifica le attività che influenzano il Sistema di Gestione Integrata Qualità/Ambiente. A tale scopo è stata realizzata la struttura operativa, rappresentata nell’Organigramma aziendale
  • impegnandosi ad informare i fornitori riguardo alle posizioni e ai principi adottati nella definizione delle prescrizioni ambientali
  • effettuando il monitoraggio degli indicatori degli obiettivi di qualità e ambientali stabiliti precedentemente e dei traguardi raggiunti e il Riesame del Sistema al fine di verificare la continua idoneità, adeguatezza ed efficacia della gestione
  • definendo gli aspetti ambientali connessi alle attività svolte dall’azienda e ponendoli in relazione agli impatti ambientali che ne possono derivare
  • stabilendo gli interventi da attuare per ridurre ed eliminare gli impatti ambientali negativi che si dovessero accidentalmente generare
  • promuovendo e verificando l’adozione di logiche di tutela ambientale volte al risparmio energetico, anche con utilizzo di fonti rinnovabili, alla riduzione degli sprechi di materie prime, alla corretta gestione dei rifiuti, all’impiego, quando possibile, di materiali riciclati, alla sorveglianza delle emissioni in atmosfera, degli scarichi, dell’inquinamento acustico, delle esalazioni nel rispetto degli obblighi di legge e delle disposizioni cogenti.
  • adoperandosi in maniera continuativa per la prevenzione degli inquinamenti e per il miglioramento continuo delle prestazioni ambientali

Quanto sopra esposto, è formalizzato in un sistema di documenti facenti capo al Manuale, che tracciano le linee fondamentali di detto programma e ne precisano lo sviluppo (quando necessario), a mezzo di Procedure, in funzione delle attività da espletare.

 

Certificazione di Qualità | Gruppo Amag

Tali documenti, che già esistono per le attività correntemente svolte, verranno eventualmente emessi appositamente (anche in accordo con i Clienti interessati), per eventuali nuovi settori di applicazione o altre nuove attività da espletare.

È compito del Management aumentare il coinvolgimento e la responsabilizzazione di tutte le persone che lavorano per l’azienda o per conto di essa verso le tematiche della Qualità, dell’Ambiente e della Sicurezza nonché assicurarsi che la presente politica e il relativo sistema siano compresi, attuati e mantenuti attivi a tutti i livelli dell’organizzazione.

Poiché la Qualità e la salvaguardia dell’Ambiente sono gli obiettivi di chiunque operi in azienda, ne consegue che ogni Responsabile o Coordinatore di attività aziendali ha la diretta responsabilità dell’attuazione delle prescrizioni, nell’area di proprio interesse.

ICIM

E' indice di una degradazione in atto di materiale organico (quando non derivi direttamente da scarichi industriali) ovvero di inquinamento. Tale composto è di regola assente nelle buone acque profonde. La sua VMA nell’acqua potabile è di 0,500 mg/l.

Il calcio è un elemento molto abbondante ed è presente in molti minerali costituenti la crosta terrestre. Quantità elevate di calcio nelle acque indicano generalmente la provenienza da rocce tipo calcari (carbonato di calcio) e dolomie (carbonato doppio di calcio e magnesio). Quando il tenore di calcio è superiore a 150 mg/l l'acqua può essere definita "calcica". Il calcio è un elemento necessario per la formazione dei denti e del tessuto osseo; le acque calciche sono consigliate sia durante la gravidanza, sia in età avanzata per combattere l'osteoporosi. Anche nel caso di malattie cardiovascolari non ci sono controindicazioni all'impiego di acque contenenti calcio.

Anioni (ioni con carica elettrica negativa) presenti naturalmente nelle acque. I cloruri sono presenti in tutte le acque fluviali, lacustri e sotterranee grazie alla mobilità e solubilità di questo ione. In acque sotterranee, generalmente, si possono riscontrare concentrazioni da pochi mg/l fino a 1000 mg/l; quantità più elevate sono presenti nelle acque che vengono in contatto con rocce evaporitiche (salgemma). La concentrazione di cloro è alta in acque di scarico o acque grezze perché il cloruro di sodio è un elemento comune nell’alimentazione e rimane inalterato durante la digestione. Le acque ricche in ioni cloruro facilitano la secrezione gastrica, ma tendono a diventare aggressive quindi possono danneggiare tubi e strutture di metallo così come piante in crescita. Il VMA per i cloruri nell’acqua potabile è di 250 mg/l.

Esprime la concentrazione dei sali dei metalli alcalino-ferrosi rappresentati soprattutto da calcio e magnesio. Le acque troppo ricche di calcio e magnesio lasciano rilevanti incrostazioni quando vengono riscaldate. L’unità di misura della durezza il grado francese che corrisponde a circa 10 mg/l di carbonato di calcio. Il termine "durezza" è stato usato in passato per quantificare la capacità dell'acqua di causare la precipitazione di composti insolubili di calcio e magnesio dai corrispondenti saponi alcalini usati come detergenti. In origine il concetto di durezza esprimeva quindi la maggiore o minore capacità di produrre schiuma quando ad essa veniva addizionata una certa quantità di sapone: la presenza di calcio e magnesio ne riduce infatti la formazione e quindi limita il "potere lavante" dell'acqua. Per questa ragione nelle macchine per lavaggio vengono impiegati sistemi di "addolcimento" per portare l'acqua a valori di durezza non superiori a 5-10 °F. Vi sono diverse scale di classificazione della durezza delle acque; fra queste si può riportare la seguente:

Si tenga presente che non esiste un valore limite per la durezza né per le acque minerali, né le acque potabili, ma un intervallo consigliato per queste ultime compreso fra 15 e 50 °F a dimostrazione che tutte le persone sane e di qualunque età possono bere acque con tali valori di durezza. Una durezza media o elevata potrà determinare variazione nel gusto dell'acqua, ma non problemi sanitari.

Il fluoro è un elemento indispensabile per l'organismo umano in quanto è un costituente dei denti e delle ossa. I limiti di concentrazione nelle acque sono stabiliti in base ad una valutazione comparata degli apporti di fluoro con l’acqua e con gli alimenti e variano in funzione della temperatura media annuale, che condiziona la quantità di acqua assunta come bevanda. Il limite superiore non deve essere oltrepassato per evitare di andare incontro a fluorosi dei denti (formazione di chiazze scure nella dentatura) e delle ossa. Il VMA per il fluoro nell’acqua potabile è pari a 1,5 mg/

Sono presenti in tutte le acque per conseguenza di fenomeni naturali (in questo caso gli apporti sono sempre molto modesti), ma soprattutto di attività umane. Composti azotati, successivamente trasformati in nitrati, si formano nell'atmosfera per azione delle scariche elettriche. Con la pioggia penetrano nel suolo e raggiungono le acque sotterranee. Altri fenomeni naturali (nitrificazione delle sostanze vegetali) concorrono alla produzione di nitrati. Quantità elevate di nitrati nelle acque sono imputabili all'azione dei fertilizzanti azotati: dopo lo spargimento sul terreno essi vengono dilavati dalle piogge e trasferiti nelle acque superficiali o infiltrati in quelle sotterranee. Sono quindi indice di inquinamento sia per quanto riguarda le acque superficiali sia per quelle profonde. Nelle acque potabili la loro concentrazione non deve superare il valore massimo ammissibile (VMA) di 50 mg/l.

Derivano dalla rapida ossidazione dell’ammoniaca; sono indice di una degradazione in atto di materiale organico ovvero di inquinamento. Tali composti sono di regola assenti nelle buone acque profonde. Nelle acque potabili la loro concentrazione non deve superare il valore massimo ammissibile (VMA) di 0,500 mg/l.

Misura il grado di acidità – alcalinità dell’acqua che può risultare acida (caratteristica dell'aceto e del limone) o basica (caratteristica della soda). Ad esempio l'aceto ha pH (circa) 4, il limone 3, mentre una soluzione di bicarbonato di sodio (circa) 9. Il pH dell'acqua distillata e priva di anidride carbonica disciolta è 7,00 a 25 °C. Questo valore di pH definisce la condizione di neutralità; pH inferiori a 7 indicano condizioni di acidità, superiori di basicità. Valori troppo alti o troppo bassi influiscono negativamente sulla gradevolezza dell’acqua il cui pH ottimale è compreso tra 6,5 e 8,5.

Importante per valutare il grado di mineralizzazione dell’acqua cioè il quantitativo dei sali disciolti. Si tratta di composti di sodio, potassio, calcio, magnesio, di cloruri, solfati e bicarbonato. Talvolta anche i nitrati fanno parte dei componenti principali ma la loro presenza a certi livelli di concentrazione non costituisce un buon segno. Il valore indicato corrisponde alla parte solida che rimane, dopo aver evaporato alla temperatura di 180 °C, un litro di acqua. Le acque troppo mineralizzate oltre ad avere un gusto variabile di salato lasciano eccessive quantità di depositi per evaporazione. Il valore massimo consigliato è pari a 1500 mg/l.